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Infissi vecchi ma di pregio? Ecco come rinnovarli fai da te

Quando un infisso può essere davvero definito “vecchio”? Di solito quando mostra segni evidenti di usura, difficoltà di apertura, piccole deformazioni o spifferi costanti, ma anche quando i materiali – spesso legno o alluminio di prima generazione – iniziano a perdere funzionalità pur conservando un valore estetico o storico. In questi casi il dubbio è naturale: conservarli o sostituirli?

Quando sostituire gli infissi vecchi

Capire il momento giusto per intervenire richiede attenzione, soprattutto quando si parla di finestre antiche o di infissi case d’epoca, che spesso hanno un valore particolare ma possono creare problemi di isolamento.  Se inizi a isolare finestre vecchie in modo sempre più artigianale senza ottenere risultati reali, oppure se gli infissi vecchi in legno non fermano più gli spifferi, continuando a compromettere il comfort, forse è tempo di un intervento più strutturato.

Prima della sostituzione totale, però, puoi valutare il recupero grazie a prodotti mirati. 

Per rinnovare superfici in legno, alluminio o PVC puoi usare il Rinnova Serramenti Spray 500ml Saratoga, perfetto per ravvivare i materiali senza interventi invasivi.

Per l’alluminio ossidato sono utili prodotti come Aluglit e Aluglit Pulitore professionale per profili in alluminio ossidato, ideali quando i serramenti originali mostrano segni di opacizzazione o macchie superficiali.

Se il problema riguarda invece parti meccaniche, è possibile intervenire sostituendo solo la ferramenta, scegliendo ricambi come la maniglia cremonese per finestra per ricambi vecchi infissi in alluminio oppure il maniglione in alluminio a spingere o tirare, perfetto per portoncini datati degli anni ’70, ’80 e ’90.

Come eliminare gli spifferi dovuti alle finestre d’epoca

Gli spifferi sono uno dei segnali più evidenti dell’età di un infisso. Prima di pensare alla sostituzione totale, puoi intervenire con sigillanti, guarnizioni nuove e piccoli ritocchi di ferramenta. Questo tipo di infissi, soprattutto se in legno, tende a muoversi nel tempo: controllare l’allineamento della battuta, regolare la maniglia e verificare le guarnizioni permette spesso di recuperare parecchio isolamento senza stravolgere l’estetica originale.

È meglio ristrutturare o sostituire le finestre antiche?

La risposta dipende dallo stato del serramento e dal suo valore. Se l’infisso ha un pregio estetico o storico, la ristrutturazione con ricambi mirati può essere la scelta più sensata; se invece presenta danni strutturali, vetri troppo vecchi o deformazioni irreversibili, allora la sostituzione diventa inevitabile.  La buona notizia è che molti interventi possono essere fatti in autonomia, riducendo i costi e preservando ciò che può essere davvero recuperato.

Sostituire i vetri degli infissi datati

I vetri sono spesso il primo elemento a perdere efficienza: vetri sottili, camera d’aria assente, aloni o microfratture rendono l’infisso poco isolante. Sostituire il vetro con uno più performante – mantenendo il telaio originale – può migliorare notevolmente comfort e consumi. È un intervento che preserva l’estetica e riporta la finestra al livello delle esigenze moderne.

Cambiare le guarnizioni delle finestre antiche

Le guarnizioni secche o consumate sono tra le cause principali degli spifferi. Negli infissi più vecchi spesso sono realizzate con materiali che non reggono bene il passare del tempo. Sostituirle permette di recuperare isolamento termico e acustico in modo semplice e immediato, senza intaccare il telaio.

Sostituire la maniglia degli infissi datati

La maniglia è uno degli elementi che si usurano più rapidamente, soprattutto negli infissi in alluminio di qualche decennio fa. Se noti gioco, difficoltà di chiusura o blocchi improvvisi, la sostituzione è la soluzione più pratica e veloce. Ricambi come la maniglia cremonese per finestra per vecchi infissi in alluminio sono pensati proprio per adattarsi a modelli che non vengono più prodotti, permettendoti di rimettere in funzione l’infisso senza cambiarlo del tutto.

Sostituire i cardini delle finestre vecchie

I cardini, soprattutto nei serramenti in legno, possono deformarsi o arrugginirsi nel tempo. Quando la finestra fatica ad aprirsi o tende a “calare”, i cardini richiedono un intervento. Cambiarli permette di riallineare il telaio e ridurre lo sforzo dell’apertura, rendendo nuovamente stabile e funzionale l’infisso.

Ripristinare o sostituire il profilo degli infissi datati

I profili in legno possono essere carteggiati e riverniciati, mentre quelli in alluminio possono essere puliti e lucidati con prodotti come Aluglit o il Pulitore professionale Aluglit per alluminio ossidato, utili per riportare brillantezza e omogeneità alle superfici. Se il danno è più importante, la sostituzione parziale del profilo può essere una strada efficace per mantenere l’aspetto originale e migliorare la durata dell’infisso.

FAQ – Domande frequenti sulla sostituzione degli infissi vecchi

Cosa fare con vecchi infissi?

Dipende dalle condizioni: se sono recuperabili può valere la pena restaurarli con ricambi e prodotti specifici; se non sono più funzionali, puoi smontarli e portarli nelle isole ecologiche dedicate.

Come capire se gli infissi sono da cambiare?

Spifferi continui, difficoltà di apertura, vetri poco isolanti e deformazioni del telaio sono segnali chiari. Se non bastano i piccoli interventi di manutenzione, la sostituzione diventa consigliabile.

Dove buttare le finestre vecchie?

Le finestre smontate vanno consegnate presso il centro di raccolta del tuo comune. Legno, vetro e metallo vengono smaltiti in sezioni differenti oppure ritirati tramite servizio dedicato.

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